{"id":11716,"date":"2013-08-29T10:57:45","date_gmt":"2013-08-29T09:57:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=11716"},"modified":"2013-09-02T11:02:45","modified_gmt":"2013-09-02T10:02:45","slug":"stampa-3d-ultima-frontiera-lo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/08\/29\/stampa-3d-ultima-frontiera-lo-spazio\/","title":{"rendered":"Stampa 3D: ultima frontiera, lo spazio"},"content":{"rendered":"<p>Il titolo non \u00e8 la frase d\u2019inizio di un qualunque episodio di Star Trek, ma la realt\u00e0, per quanto fantascientifica possa sembrare. Anche se di mezzo ci sono le astronavi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo una novit\u00e0 che la diffusione e l\u2019affinamento tecnologico della stampa 3D abbia attirato l\u2019interesse di aziende, private e pubbliche, di enti, di governi. I campi di applicazione crescono vertiginosamente, cos\u00ec come i possibili materiali da utilizzare.<\/p>\n<p>La <strong>Nasa<\/strong>, l\u2019ente spaziale americano, \u00e8 da tempo impegnato in ricerche e sperimentazioni in questo campo. Sul finire di agosto, presso il centro di test di Huntsville, in Alabama, \u00e8 stato testato <strong>il primo iniettore completamente realizzato tramite tecnologia additiva<\/strong> (o stampa 3D) con l\u2019uso di laser ad alta potenza e polveri metalliche fuse in un\u2019apposita struttura.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/JntV442dB5o\" height=\"315\" width=\"420\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p>Il<strong> successo dell\u2019esperimento<\/strong> potrebbe risultare molto pi\u00f9 vasto, dato che questo potrebbe aprire in poco tempo alla produzione tramite stampa di componenti e pezzi di ricambio, con alcuni non indifferenti vantaggi: anzitutto un abbattimento dei tempi di produzione \u2013 si calcola da 12 a 4 mesi; una riduzione molto sensibile dei costi \u2013 nell\u2019ordine del 70%; e soprattutto la drastica diminuzione delle parti necessarie \u2013 attualmente un iniettore necessita di 115 parti mentre quello testato in Alabama era composto da solo due pezzi.<\/p>\n<p>In tal senso la Nasa ha gi\u00e0 avviato un progetto di ricerca per <strong>portare la stampa 3D nello spazio<\/strong>, anzitutto per testare le funzionalit\u00e0 della tecnologia in assenza di gravit\u00e0; in secondo luogo per vedere quanto sia fattibile e vantaggiosa la produzione di attrezzature e parti di ricambio per astronavi direttamente in loco. Per non parlare di un altro piano a lungo termine, quello di realizzare con questa tecnologia non solo singoli componenti, ma intere astronavi.<\/p>\n<p>E mentre la Nasa porta la stampa 3D a utilizzi-limite, gli <strong>analisti americani di Citigroup<\/strong>, come riportato da Il Sole24Ore, prevedono una <strong>crescita del settore a salto triplo nei prossimi cinque anni<\/strong>: ormai la fase di prototipazione della tecnologia sta finendo e si ritiene molto vicino il momento in cui il 3D verr\u00e0 utilizzato su scala industriale. Non a caso la principale produttrice di stampanti 3D per uso industriale, Stratasys, ha recentemente concluso l\u2019acquisizione di Makerbot &#8211; produttore di punta per il mercato degli hobbisti \u2013 andando a rafforzare la propria posizione e assicurandosi una base di mercato pi\u00f9 vasta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo non \u00e8 la frase d\u2019inizio di un qualunque episodio di Star Trek, ma la realt\u00e0, per quanto fantascientifica possa sembrare. Anche se di mezzo ci sono le astronavi.&hellip; <span class=\"read-more-span\"><a href=\"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/08\/29\/stampa-3d-ultima-frontiera-lo-spazio\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Stampa 3D: ultima frontiera, lo spazio&#8221;<\/span> <span class=\"genericon genericon-next\" aria-hidden=\"true\"><\/span><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":11717,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[2899,253,2897,2900,2119,2898,642],"class_list":["post-11716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-printing","tag-citigroup","tag-crescita","tag-nasa","tag-previsioni","tag-stampa-3d","tag-tecnologia-additiva","tag-ultime"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/iniettore-nasa.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11716"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11716\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}