{"id":10203,"date":"2013-06-23T16:27:37","date_gmt":"2013-06-23T15:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=10203"},"modified":"2013-06-24T16:36:26","modified_gmt":"2013-06-24T15:36:26","slug":"il-mondo-e-o2o-voi-siete-pronti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/06\/23\/il-mondo-e-o2o-voi-siete-pronti\/","title":{"rendered":"Il mondo \u00e8 O2O. Voi siete pronti?"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi 20 anni i marketer hanno dovuto imparare ad usare una moltitudine di nuovi strumenti, dalla stampa a dato variabile alle tecniche di Near Field Communication. Sembra che non passi settimana senza che spunti fuori qualche nuova tecnologia, annunciata come quella che cambier\u00e0 il modo di fare marketing. In realt\u00e0, chi fa comunicazione ha finito per capire la nuda e cruda realt\u00e0: non c\u2019\u00e8 una panacea. Usare un social media, un sito web specifico o una community online, o perfino un account Twitter di alto profilo come l\u2019unico punto di contatto con clienti attuali o potenziali pu\u00f2 forse funzionare una volta, ma le migliori campagne di marketing coerenti sul lungo termine incorporano il potere sia dell\u2019online<br \/>\nsia dell\u2019offline.<\/p>\n<p>Questo porta alla pratica emergente dell\u2019O2O: Online to Offline. Oppure, Offline to Online. E, se si vogliono espandere le opzioni, O2O2O: Online to Offline to Online, o Offline to Online to Offline. Sebbene sembri uno scioglilingua, il valore di conversazioni con prospect strutturate su diversi canali non \u00e8 una novit\u00e0! I marketer sanno che quando ingaggiano i clienti con una call to action e premiano la loro risposta con benefit aggiuntivi, le probabilit\u00e0 che ritornino sono molto alte.<\/p>\n<p>Ecco quindi una mappa per creare un coinvolgimento O2O o perfino O2O2O.<\/p>\n<p><strong>Scegliere il punto di partenza<\/strong><br \/>\nLa \u201cO\u201d \u00e8 il punto di partenza, ma bisogna capire quale sia la \u201cO\u201d giusta. Ha pi\u00f9 senso iniziare a coinvolgere il cliente Online o Offline? Se si vuole cominciare con l\u2019Online ci sono a disposizione una serie di opzioni che spaziano dai social media (Twitter) alle community (Facebook, Linkedin) ai siti web aziendali. O si pu\u00f2 scegliere il mobile marketing, usando numeri brevi o sms. Il vantaggio di questi metodi sta nell\u2019immediatezza delle risposte, almeno potenzialmente.<\/p>\n<p>Se si vuole cominciare con l\u2019Offline si pu\u00f2 pensare a un investimento sui mass media (come per esempio una rivista o un quotidiano) oppure al direct mail, strumento molto potente per indurre un prospect o un cliente all\u2019azione.<\/p>\n<p>Decidere quale sia il punto di partenza giusto dipende largamente dagli obiettivi. Se si ha a disposizione un consistente gruppo di follower online e si vuole ingaggiarli nell\u2019acquisto di un prodotto o servizio, allora una campagna online che li inviti a un sito o una App dove possano registrare le loro preferenze pu\u00f2 essere il punto di partenza giusto per lanciare successivamente un invio di direct mail che li inviti nel punto vendita oppure ad un acquisto di nuovo sul sito.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, se il prodotto o il servizio ha radici ben piantate nel mondo reale si pu\u00f2 pensare a una eccellente campagna di direct mail o di stampa su mass media con una presenza online minore, magari comunicando l\u2019indirizzo del sito o perfino un account Twitter. Per ottenere i migliori risultati bisogna per\u00f2 andare oltre il semplice riferimento sulla comunicazione stampata. Per far rendere al meglio l\u2019investimento di tempo e denaro che \u00e8 stato fatto sulle risorse online \u00e8 essenziale attirare clienti e prospect anche in quella direzione. Indurre le persone a un coinvolgimento online partendo da una comunicazione stampata significa includere tutti gli aspetti della raccolta di ulteriori informazioni sul cliente, le sue preferenze e i modi con cui si interfaccia online. Il cliente si connette soprattutto da pc, da mobile o da tablet? Questo pu\u00f2 cambiare la strategia di partenza.<\/p>\n<p>Per alcune aziende questa fase rappresenta un vero e proprio dilemma perch\u00e9 la loro presenza \u00e8 forte su entrambe le piattaforme \u201cO\u201d. In questo caso bisogner\u00e0 capire dove risiede il gruppo di clienti pi\u00f9 coinvolto e partire da l\u00ec.<\/p>\n<p>Costruire un piano<\/p>\n<p>Una volta stabilito da dove cominciare, inevitabilmente ci saranno dei cambiamenti da prevedere sullo stampato o online, ma questi saranno quelli che faranno la differenza tra il successo e la mancanza di risultati misurabili. Una campagna O2O necessita di diversi elementi che accompagnino il cliente da un canale all\u2019altro con l\u2019obiettivo ultimo che realizzi un acquisto. Qui \u00e8 dove il potere della stampa digitale entra in gioco.<\/p>\n<p><strong>Esempi di campagne O2O<\/strong><\/p>\n<p><strong>Offline to Online<\/strong><br \/>\nUna campagna di Direct Mail che include un QR code che porta a una pagina web personalizzata. Il miglior uso che si possa fare del QR Code \u00e8 quando si crea un\u2019esperienza unica per il cliente che decide di impiegare il suo tempo a scannerizzarlo e a seguire il link. Un QR Code stampato in digitale che porta su una landing page con un\u2019offerta rilevante per il destinatario ha le migliori possibilit\u00e0 di ricevere la risposta giusta del cliente. Quando il cliente \u00e8 online bisogna assicurarsi che ci sia a sua disposizione il modo di trasformare il suo coinvolgimento in acquisto. Bisogna anche assicurarsi che il sistema online abbia la possibilit\u00e0 di tener traccia che quell\u2019acquisto \u00e8 arrivato attraverso la scannerizzazione del QR code. Questa \u00e8 l\u2019essenza dell\u2019Offline to Online.<\/p>\n<p><strong>O2O2O Variation<\/strong><br \/>\nQuesto scenario pu\u00f2 essere portato un passo pi\u00f9 avanti. Si pu\u00f2 programmareun ulteriore invio di Direct Mail basato sull\u2019ultima interazione. Pu\u00f2 essere un messaggio di ringraziamento o una nuova offerta basata sull\u2019acquisto appena fatto. In questo modo si otterr\u00e0 un ciclo di vita del cliente che continuer\u00e0 ad esistere finch\u00e8 noi lo alimenteremo.<\/p>\n<p><strong>Online to Offline<\/strong><br \/>\nCampagne online che attraggono attenzione attraverso Twitter, Facebook, Printerest, Linkedin o altri tipo di interazione possono prevedere una call to action diretta che generi una vendita. Una volta che questa interazione \u00e8 completata c\u2019\u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di tenere quel cliente vicino mandandogli qualcosa che pu\u00f2 tenere sulla scrivania o appendere alla lavagna che gli ricordi i servizi offerti.<\/p>\n<p><em>di Pat McGrew<\/em><br \/>\n<em> M-EDP, CMP Evangelist HP Inkjet Highspeed Production Systems<\/em><\/p>\n<p><strong>Questo articolo \u00e8 uscito sul numero di aprile-maggio 2013 di DDm. Per consultarlo in versione online <a href=\"http:\/\/www.paperator.com\/user\/4itgroup\/DDm_Italia_N_2___Aprile_Maggio_2013.pdf\/?id=4itgroup\/DDm_Italia_N_2___Aprile_Maggio_2013.pdf&amp;lan=uk&amp;bg=ff7744&amp;he=635&amp;align=m&amp;gtp=14\">clicca qui<\/a>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi 20 anni i marketer hanno dovuto imparare ad usare una moltitudine di nuovi strumenti, dalla stampa a dato variabile alle tecniche di Near Field Communication. 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