{"id":10147,"date":"2013-06-24T10:48:57","date_gmt":"2013-06-24T09:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/?p=10147"},"modified":"2013-06-24T10:48:57","modified_gmt":"2013-06-24T09:48:57","slug":"assocarta-tira-le-somme-sulla-riorganizzazione-del-settore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.digitaldocument.it\/index.php\/2013\/06\/24\/assocarta-tira-le-somme-sulla-riorganizzazione-del-settore\/","title":{"rendered":"Assocarta tira le somme sulla riorganizzazione del settore"},"content":{"rendered":"<p><i>\u201cIl settore cartario italiano sta vivendo una fase di profonda riorganizzazione produttiva. Tra il 2007 e il 2012 abbiamo visto la chiusura di 26 siti di produzione e la perdita di quasi 3.000 posti di lavoro diretti<\/i>\u201d, ha affermato <strong>Paolo Culicchi<\/strong>, Presidente di <strong>Assocarta<\/strong>, durante l\u2019Assemblea Assocarta che si \u00e8 svolta il 19 giugno presso Civita a Roma. \u201c<i>Ma se consideriamo la centralit\u00e0 del settore per l\u2019intera filiera \u201cmanifatturiera\u201d della carta l\u2019occupazione \u201cbruciata\u201d negli ultimi cinque anni \u00e8 di circa 40.000 unit\u00e0<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Nel 2012 il settore cartario italiano ha prodotto 8,6 milioni di tonnellate di carta e cartone generando un fatturato di 6,8 miliardi di Euro con un calo rispettivamente del 5% e del 7% a confronto del 2011.<\/p>\n<p>\u201c<i>In sintesi<\/i>\u201d, spiega Culicchi, \u201c<i>dal 2007 al 2012 abbiamo perso oltre un milione e mezzo di tonnellate di volumi prodotti mentre l\u2019export nel 2012 ha tenuto con 3,6 milioni di tonnellate di carta e cartone destinate per il 70% ai Paesi UE27 (oltre il 42% della produzione complessiva) registrando un +0,2% rispetto al 2011.\u201d <\/i><\/p>\n<p>Nel primo quadrimestre 2013 produzione e fatturato del settore registrano un calo tendenziale dell\u20191,8% e dell\u20191,5% rispetto al medesimo periodo 2012 a seguito della riduzione dei volumi di carte per usi grafici (-5,9%) che sconta gli effetti della chiusura dell\u2019ultimo impianto italiano di carta da giornale all\u2019inizio 2013. In calo anche i volumi di carte per imballaggio (-1,2%) tra le quali spicca per\u00f2 un incremento nei volumi di carte per cartone ondulato (+3,9%). In aumento anche la produzione di carte per usi igienico-sanitari (+2,6%). Sul fronte della domanda interna nei primi tre mesi dell\u2019anno il consumo apparente \u00e8 sceso del 6,9% cos\u00ec come si sono ridotti i volumi affluiti dall\u2019estero (-6,1%). E\u2019 favorevole, invece, l\u2019andamento dell\u2019export che recupera del 5,5% rispetto ai volumi in calo del primo trimestre del 2012.<\/p>\n<p>Durante la tavola rotonda \u201cLa carta in pi\u00f9: via i nodi competitivi per una piena sostenibilit\u00e0&#8221;, alla quale hanno partecipato Guido Bortoni, Aurelio Regina, Teresa Presas (Confederazione Europea dell&#8217;Industria Cartaria) e Massimiliano Atelli (Responsabile Segreteria Tecnica Ministero dell\u2019Ambiente), sono emersi i principali nodi competitivi che il settore cartario deve sciogliere pena non solo la perdita di competitivit\u00e0 ma la stessa sopravvivenza delle fabbriche cartarie.<\/p>\n<p>\u201c<i>Un nodo competitivo ormai strutturale al settore \u00e8 quello dei costi dell\u2019energia che costituisce la prima voce di produzione<\/i>\u201d, spiega Culicchi, \u201c<i>basti pensare che l\u2019indice che definisce le imprese a forte consumo di energia in Italia (rapporto tra costi di acquisto dei prodotti energetici e fatturato ai fini dell\u2019applicazione dell\u2019imposta sul valore aggiunto) varia da un minimo del 20% fino a valori prossimi al 50% per alcuni comparti produttivi. Inoltre il rapporto costi energia rispetto al valore aggiunto come fanno in Germania vale per una cartiera oltre il 100%. Va bene il &#8220;Decreto Fare&#8221; e bene anche le prime misure sul costo dell&#8217;energia in esso contenute<\/i>\u201d, afferma Culicchi, \u201c<i>occorre ora accelerare\u00a0in questa direzione. Il futuro dell&#8217;industria dipende in\u00a0gran\u00a0parte dalla riduzione del costo dell&#8217;energia.&#8221;<\/i><\/p>\n<p>E\u2019 urgente garantire liquidit\u00e0 al mercato italiano per assicurare un prezzo del gas in linea con quello europeo tramite lo sviluppo di un mercato a termine, lo sbottigliamento del Transitgas e l\u2019agevolazione del trasporto del gas all\u2019interno della UE tramite armonizzazione del trasporto. Si renderebbe cos\u00ec strutturale l\u2019allineamento del prezzo italiano a quello europeo. Di fondamentale importanza dare attuazione all\u2019art.39 sulla parte oneri di sistema, tenendo ben presente che occorre tuttavia replicare lo stesso meccanismo anche nella parte gas. Oggi gli oneri gas sono applicati in maniera lineare su tutto il consumo senza tenere conto dell\u2019incidenza del costo del gas sull\u2019attivit\u00e0 produttiva. Occorre infine garantire all\u2019autoproduzione di energia in cogenerazione un trattamento paritario rispetto agli altri stati europei con l\u2019obiettivo di consentire alle imprese di competere ad armi pari.<\/p>\n<p>\u201c<i>Ma la competitivit\u00e0 si gioca anche su altri fronti come ad esempio quello del macero &#8211; il cui consumo nel 2012 si \u00e8 attestato nel 2012 intorno ai 4,6 milioni di tonnellate (-8,1% rispetto al 2011)&#8221;, <\/i>aggiunge Culicchi<i>, &#8220;perch\u00e9 il nostro Paese deve, cos\u00ec come Francia e Spagna, puntare sul riciclo di prossimit\u00e0 per il macero raccolto sul territorio nazionale e introdurre un sistema di monitoraggio dell\u2019export in linea con le decisioni e le direttive comunitarie sulla Recycling Society.<\/i>\u201d<\/p>\n<p>La raccolta nazionale, si \u00e8 collocata oltre i 6,2 milioni di tonnellate, con un ridimensionamento dell\u20191,4%. Tuttavia a fronte della minore raccolta interna, i volumi di macero diretti oltre confine soprattutto Cina hanno continuato a crescere (+11,2% ) raggiungendo 1,9 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>E\u2019 inoltre cruciale dare attuazione alle disposizioni di legge che impongono il recupero energetico prioritario per i rifiuti che provengono dal riciclaggio, prevedendo un pi\u00f9 ampio ricorso agli impianti industriali esistenti e semplificare le procedure per la costruzione di nuovi impianti di termovalorizzazione asserviti al riciclaggio della carta, superando gli attuali limiti territoriali e regionali.<\/p>\n<p>\u201c<i>Infine, \u00e8 centrale la questione del sistema Ets che richiede di attivare anche in Italia misure di compensazione dei costi indiretti per il settore cartario, come previsto dalle recenti linee guida comunitarie, per mezzo dei fondi derivanti dalle aste sui diritti di emissione. E\u2019 importante respingere ulteriori iniziative in materia di \u201cbackloading\u201d. O meglio ancora<\/i>\u201d, spiega Culicchi, \u201c<i>sarebbe superare il sistema Ets con un\u2019iniziativa europea che spinga effettivamente gli investimenti e l\u2019innovazione in tutta l\u2019industria<\/i>\u201d. &#8220;<i>Un&#8217;azione comune che si impone a livello europeo sui temi energetici: basti pensare al fattore shale gas\u00a0che fa s\u00ec che il costo\u00a0del gas per un&#8217;impresa europea\u00a0sia\u00a0pi\u00f9 alto del 241% rispetto agli USA, secondo quanto dichiarato dallo stesso\u00a0Commissario Oettinger<\/i>&#8220;, conclude Culicchi.<\/p>\n<p>\u201c<i>Ed \u00e8 proprio sul fronte europeo e non solo riguardo al mercato Ets che si gioca la sopravvivenza e il futuro delle fabbriche europee che producono carta<\/i>\u201d, spiega <strong>Teresa Presas<\/strong>, \u201c<i>secondo un recente studio di Ernst &amp; Young la compliance a leggi e normative si conferma come il maggior rischio competitivo per l\u2019industria. Con l\u2019obiettivo di bloccare l\u2019incremento dei costi di tali compliance normative per il prossimo biennio la CEPI, confederazione europea dell\u2019industria cartaria, sta lavorando al progetto BASTA! un\u2019iniziativa di comunicazione che racchiude nella parola BASTA! oltre al claim della futura campagna un vero e proprio monito che l\u2019industria cartaria europea diffonder\u00e0 presso le rappresentanze politiche europee e nazionali nei prossimi mesi.<\/i>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl settore cartario italiano sta vivendo una fase di profonda riorganizzazione produttiva. 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