Innovazione parola chiave della European Paper Week 2017

La 19a edizione di European Paper Week (Bruxelles, 28-30 novembre 2017) festeggia i 25 anni di CEPI in un contesto di trasformazione industriale che si sta orientando verso una bioeconomia circolare a bassa emissione CO2. Guardare avanti e “Sentire il Futuro”, assaporare il potenziale innovativo e sostenibile dell’industria attraverso i cinque sensi questo il leit motiv dell’edizione 2017.

La trasformazione dell’industria sta prendendo forma. Quest’anno la European Paper Week è stata un’opportunità per pensare a come l’industria della carta (che produce un materiale rinnovabile e riciclabile) possa sprigionare l’intero potenziale in una bioeconomia circolare”, dichiara Sylvain Lhôte, il direttore generale della Confederazione delle Industrie della Carta Europee (CEPI).

Per dimostrare l’ambizione dell’industria nel voler avere un ruolo guida nella trasformazione della bioeconomia europea, quest’anno l’evento ha ospitato la nuova edizione esclusivamente europea del Premio Blue Sky per Giovani Ricercatori, in cui otto ricercatori esporranno i loro progetti di innovazione industriale.

Sempre con riferimento al tema dell’innovazione, i partecipanti l’hanno sperimentata in prima persona in una mostra allestita con prodotti innovativi a base di carta e derivati, che possono essere usati e applicati in contesti e ambiti industriali diversi, quali la coltivazione cellulare, la costruzione di aeromobili e alternative rinnovabili e biologiche alle bottiglie di plastica.

Quest’anno l’evento centrale della European Paper Week ha ospitato Gunter Pauli, autore di The Blue Economy, un testo che delinea i vari modi in cui le industrie volte all’innovazione sono in grado di costruire un’economia sostenibile partendo da zero, ispirandosi al ciclo di rinnovabilità naturale. Questa sessione ha voluto stimolare i partecipanti a riflettere “oltre il proprio orizzonte”, e prevedere un riscontro significativo riguardo al ruolo della Commissione Europea nella nuova Strategia sulla Bioeconomia dell’UE, e di come questo potrà accelerare il passaggio dall’innovazione in laboratorio a quella sul mercato. L’industria continuerà a passare dalle parole ai fatti, mirando sempre al futuro, come indicato nella versione rielaborata della Investment Roadmap 2050, ad esempio partendo dal successo del progetto apripista Roots and Beyond per dimostrare come gli investimenti volti alla trasformazione si stiano svolgendo in termini pratici attraverso l’industria.

L’Italia con una produzione annua (dato 2016) di 8,9 milioni di tonnellate di carta – biomateriale ante-litteram – si classifica 4° produttore a livello europeo, dopo Germania, Svezia e Finlandia con la più grande varietà di produzioni e prodotti“, evidenzia Massimo Medugno direttore generale Assocarta in occasione della European Paper Week. “In Italia il settore svolge un ruolo chiave nell’economia circolare con un tasso di circolarità attestato al 55% dei volumi prodotti, mentre nel settore degli imballaggi il tasso di riciclo raggiunge l’80%.

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